Discussione:
[UFV] - The new world di T. Malick (vaghi spoiler)
(troppo vecchio per rispondere)
Boris
2006-01-23 12:25:22 UTC
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Primo di Malick che vedo, il giudizio non è entusiastico. Il film è
buono nelle parti iniziali e finale, che sono speculari: entrambe
riguardano la scoperta di un nuovo mondo, a parti invertite.
All'inizio vediamo l'arrivo delle navi dei pellegrini dall'alto delle
colline, insieme a Pocahontas & co: momento emotivamente ricco e tutto
sommato ancora positivo (ho apprezzato la costruzione della palizzata
come segno della tendenza del bianco a recintare, delimitare,
escludere; e gli indiani la guardano con una certa curiosità); alla
fine la stessa principessa e "Geronimo" Wes Studi scopriranno la
civiltà dei loro sterminatori, e lo sguardo sarà ben diverso ed amaro.
Almeno quello di Studi, che fin da subito aveva percepito le
implicanze dell'arrivo dei coloni, laddove lo squardo di Pocahontas è
obnubilato dalla passione adolescenziale.
Scenografie, fotografia e regia sono ottime, questo occorre dirlo; sia
che si tratti di filmare un mondo vergine, sia una Londra caotica ed
affollata, sia la squallida Jamestown degli inizi. I primi
scricchiolii si avvertono quando ricompare la solita tematica del buon
selvaggio, cioè dell'indiano visto con gli occhi di un inglese. "Nella
loro lingua non ci sono parole per...". Non così rilevante,
l'argomento linguistico. L'uomo è uomo, e i comportamenti sono
universali, cambia solo la quantità e la frequenza, che sono prodotti
culturali. Tant'è vero che gli indiani avvertono la possibilità che i
bianchi pratichino tali comportamenti, per cui evidentemente li
conoscono. La parte centrale mischia le vicende romantiche della
coppia con gli scontri all'interno di Jamestown e con gli indiani; se
questi ultimi sono resi bene (ci sono bei movimenti di mdp a mano
quando gli indiani penetrano nel forte), la storia d'amore mi è parsa
richiamata in modo ridondante e l'avrei sfrondata.
Dopo la partenza di Farrell il film vivacchia e l'arrivo di Bale, se
non appassiona la principessa, ancora meno appassiona lo spettatore
(anche se forse ciò è conseguenza di come Bale deve recitare il suo
personaggio). Come ho detto, buono invece il finale dove il colloquio
nel giardino tra Pocahontas, che tutto d'un colpo esce dai sogni
romantici adolescenziali per aderire convintamente alla realtà e alla
solidità del marito-albero, e un capitano Smith perdente consapevole,
è di una certa intensità.
Insomma, nel complesso un 6+ e non oltre per il sottoscritto.

Boris
--
scirio
2006-01-23 13:41:05 UTC
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Il 23 Gen 2006 13:25:22 +0100 nel ng it.arti.cinema, Boris
Post by Boris
Insomma, nel complesso un 6+ e non oltre per il sottoscritto.
che buono, la natura vergine è out :)
--
SCIRIO - 100% COMMERCIALE

http://scirio.altervista.org
http://moofushi.altervista.org
http://ihu.altervista.org
http://x-privat.org
http://scirio.altervista.org/cinema/
Noquarter
2006-01-23 14:09:57 UTC
Permalink
Boris ha scritto:

...
Post by Boris
I primi
scricchiolii si avvertono quando ricompare la solita tematica del buon
selvaggio, cioè dell'indiano visto con gli occhi di un inglese. "Nella
loro lingua non ci sono parole per...".
Credo che molte parti, es il motto Celentaniano "chi non lavora non
mangia" siano prese pari pari dai libri di Smith.
I fatti iniziali (es cattura di J.S. etc) se non erro hanno riscontro
storico solo tramite i suoi scritti, che peraltro molti ritengono poco
attendibili...

Complessivamente concordo su tutto, anche se ho dato un pochino di piu'....


A:
--
www.no4er.it - ICQ#: 32168396
"...over the hills and far away!"
PS: se despammed non va stesso nick su libero

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Boris
2006-01-23 14:13:04 UTC
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Post by Noquarter
...
Post by Boris
I primi
scricchiolii si avvertono quando ricompare la solita tematica del buon
selvaggio, cioè dell'indiano visto con gli occhi di un inglese. "Nella
loro lingua non ci sono parole per...".
Credo che molte parti, es il motto Celentaniano "chi non lavora non
mangia" siano prese pari pari dai libri di Smith.
I fatti iniziali (es cattura di J.S. etc) se non erro hanno riscontro
storico solo tramite i suoi scritti, che peraltro molti ritengono poco
attendibili...
E' probabile che Smith potesse esprimersi solo così, essendo quello
che era. Forse Malick gli va un po' troppo dietro, ecco.

Boris
--
Noquarter
2006-01-23 17:24:17 UTC
Permalink
Post by Boris
E' probabile che Smith potesse esprimersi solo così, essendo quello
che era. Forse Malick gli va un po' troppo dietro, ecco.
Che poi francamente va anche bene cosi', non e' un documentario, anche se
nei titoli di coda c'e' una belle sequenza di credits a musei e centri di
ricerca storica, che rendono merito alla ricostruzione della vita
dell'epoca.
Hai notato la stoffa dei vestiti? Mi ha fatto un certo che' grossa, grezza.
Storia a parte mi ha convinto proprio la ricerca riguardante la coerenza
storica.

A:
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-23 14:24:02 UTC
Permalink
"Boris" <***@iaciners.org> ha scritto nel messaggio news:***@4ax.com...
alla
Post by Boris
fine la stessa principessa e "Geronimo" Wes Studi scopriranno la
civiltà dei loro sterminatori, e lo sguardo sarà ben diverso ed amaro.
Almeno quello di Studi, che fin da subito aveva percepito le
implicanze dell'arrivo dei coloni, laddove lo squardo di Pocahontas è
obnubilato dalla passione adolescenziale.
Ecco appunto. Si parla di idealizzazione, di "buon selvaggio". Ma quelli di
malick non sono proprio "buoni selvaggi", il padre di pocahontas è già uomo
storico e consapevole, che difende la terra e la figlia, che parla e
ragiona, come giustamente dici.

I primi
Post by Boris
scricchiolii si avvertono quando ricompare la solita tematica del buon
selvaggio, cioè dell'indiano visto con gli occhi di un inglese. "Nella
loro lingua non ci sono parole per...". Non così rilevante,
l'argomento linguistico. L'uomo è uomo, e i comportamenti sono
universali, cambia solo la quantità e la frequenza, che sono prodotti
culturali. Tant'è vero che gli indiani avvertono la possibilità che i
bianchi pratichino tali comportamenti, per cui evidentemente li
conoscono.
Esatto. E' Farrell ad idealizzare la vita indigena, no? Un sogno d'amore
utopico da cui poi è però costretto a risvegliarsi.
Perchè dici scricchiolii, in che senso? Non è credibile questa fiducia
utopica?
Malick ci fa capire che quello di Farrell è appunto un sogno, tanto che a un
certo punto letteralmente "gli toglie le bende dagli occhi", gli mostra la
desolazione (il fortino preda della morte) causata dalla sua defezione.

La parte centrale mischia le vicende romantiche della
Post by Boris
coppia con gli scontri all'interno di Jamestown e con gli indiani; se
questi ultimi sono resi bene (ci sono bei movimenti di mdp a mano
quando gli indiani penetrano nel forte), la storia d'amore mi è parsa
richiamata in modo ridondante e l'avrei sfrondata.
Non sono d'accordo (nel senso che l'insistenza di malick è cercata, volta a
costruire un mondo ideale un cui ci si abbandona, ci si fonde con la natura,
dimenticandosi dello scorrere del tempo e delle cose umane, etc.), ma
capisco.
Boris
2006-01-25 15:11:09 UTC
Permalink
On Mon, 23 Jan 2006 15:24:02 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Boris
I primi
Post by Boris
scricchiolii si avvertono quando ricompare la solita tematica del buon
selvaggio, cioè dell'indiano visto con gli occhi di un inglese. "Nella
loro lingua non ci sono parole per...". Non così rilevante,
l'argomento linguistico. L'uomo è uomo, e i comportamenti sono
universali, cambia solo la quantità e la frequenza, che sono prodotti
culturali. Tant'è vero che gli indiani avvertono la possibilità che i
bianchi pratichino tali comportamenti, per cui evidentemente li
conoscono.
Esatto. E' Farrell ad idealizzare la vita indigena, no? Un sogno d'amore
utopico da cui poi è però costretto a risvegliarsi.
Perchè dici scricchiolii, in che senso? Non è credibile questa fiducia
utopica?
Malick ci fa capire che quello di Farrell è appunto un sogno, tanto che a un
certo punto letteralmente "gli toglie le bende dagli occhi", gli mostra la
desolazione (il fortino preda della morte) causata dalla sua defezione.
Il punto è quindi quanto Malick non sia da identificarsi con Smith,
l'autore che non si identifica col personaggio. La questione non è
chiara. Quello che posso dire è stato un senso di vago fastidio
durante la visione del film, in quanto mi è sembrato che Malick
mettesse la sua arte al servizio della rappresentazione smithiana del
buon selvaggio. Tu dici che nella seconda parte del film Malick si è
discostato da Smith, e a mente fredda, ripensando ai singoli episodi,
posso concordare. Ma durante il film ciò non è bastato a togliermi del
tutto quella sensazione.

Boris

--
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-26 14:05:09 UTC
Permalink
Post by Boris
On Mon, 23 Jan 2006 15:24:02 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Il punto è quindi quanto Malick non sia da identificarsi con Smith,
l'autore che non si identifica col personaggio. La questione non è
chiara. Quello che posso dire è stato un senso di vago fastidio
durante la visione del film, in quanto mi è sembrato che Malick
mettesse la sua arte al servizio della rappresentazione smithiana del
buon selvaggio. Tu dici che nella seconda parte del film Malick si è
discostato da Smith, e a mente fredda, ripensando ai singoli episodi,
posso concordare. Ma durante il film ciò non è bastato a togliermi del
tutto quella sensazione.
Malick fa apposta, imo, ed è qui in fondo la sua grandezza.
Costruisce un film tutto fondato sulla dialettica, sulla contrapposizione
(tra i testi gli uni con gli altri, tra le coscienze le une contro le altre,
tra i testi e le immagini), anche per mettere in gioco le nostre
convinzioni, per smuovere.
Un cinema che necessita della massima attenzione, insomma.

E comunque è indubbio che malick molli Smith e le sue idee al suo destino.
Malick non concorda con Smith.
AP
2006-01-26 14:15:20 UTC
Permalink
Post by Roberto1 (U-N-O)
Malick non concorda con Smith.
questo l'epitaffio della discussione...

Oltre a questo potevi solo dire che il film era di un altro Malick, un
omonimo.
--
www.iaciners.org
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-26 14:45:42 UTC
Permalink
Post by AP
Post by Roberto1 (U-N-O)
Malick non concorda con Smith.
questo l'epitaffio della discussione...
Oltre a questo potevi solo dire che il film era di un altro Malick, un
omonimo.
Il film di cui parlo io è quello di malick, il vostro quale sia non sono
ancora riuscito a capirlo.

Sei ancora davvero convinto di avere ragione dunque, nessun dubbio, neanche
piccolino?
AP
2006-01-26 14:57:03 UTC
Permalink
Post by Roberto1 (U-N-O)
Sei ancora davvero convinto di avere ragione dunque, nessun dubbio, neanche
piccolino?
E' tutto cosi' chiaro, bisogna confondere le carte, affermare assurdita'
come quella che l'autore neghi i personaggi, come fai tu, per non vedere
quello che e' chiaro.
--
www.iaciners.org
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-26 15:46:15 UTC
Permalink
Post by AP
Post by Roberto1 (U-N-O)
Sei ancora davvero convinto di avere ragione dunque, nessun dubbio, neanche
piccolino?
E' tutto cosi' chiaro, bisogna confondere le carte, affermare assurdita'
come quella che l'autore neghi i personaggi, come fai tu, per non vedere
quello che e' chiaro.
AP, ci tengo a questo punto a precisare una cosa, per evitare equivoci.
Io non voglio vincere, voglio convincere (o essere convinto, il che è lo
stesso). Ma nulla di quello che ho letto (e ho letto con la massima
attenzione, ti assicuro), lo ha fatto.

Smith non è malick. Bale non è malick. Pochaontas/Rebecca non è malick.
Di certo i soldatacci nel fortino non sono malick.
Non ho detto che malick li nega, ma che li mette in discussione, è ben
diverso.

Se poi tu vuoi restare sulla tua posizione, liberissimo, ma io (e non solo
io, pare) non sono d'accordo, neanche un pò.
AP
2006-01-26 16:23:45 UTC
Permalink
Post by Roberto1 (U-N-O)
Smith non è malick. Bale non è malick. Pochaontas/Rebecca non è malick.
Di certo i soldatacci nel fortino non sono malick.
Non ho detto che malick li nega, ma che li mette in discussione, è ben
diverso.
quindi secondo te uno fa un film per dire il contrario di quello che pensa?
--
www.iaciners.org
Boris
2006-01-26 14:47:17 UTC
Permalink
On Thu, 26 Jan 2006 15:05:09 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Malick fa apposta, imo, ed è qui in fondo la sua grandezza.
Costruisce un film tutto fondato sulla dialettica, sulla contrapposizione
(tra i testi gli uni con gli altri, tra le coscienze le une contro le altre,
tra i testi e le immagini), anche per mettere in gioco le nostre
convinzioni, per smuovere.
Un cinema che necessita della massima attenzione, insomma.
E comunque è indubbio che malick molli Smith e le sue idee al suo destino.
Malick non concorda con Smith.
Ma nemmeno dissente in maniera palese, una certa ambiguità permane
imho.

Boris
--
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-26 15:11:36 UTC
Permalink
Post by Boris
On Thu, 26 Jan 2006 15:05:09 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
E comunque è indubbio che malick molli Smith e le sue idee al suo destino.
Malick non concorda con Smith.
Ma nemmeno dissente in maniera palese, una certa ambiguità permane
imho.
Non posso che risponderti così, cosciente che la cosa non ti soddisferà: è
proprio lì il bello.

Ti faccio solo notare che dissentire da Smith non significa dissentire dagli
pseudo-valori dell'inghilterra colonizzatrice (fin lì ci vuol poco, e in
merito il film non è minimamente ambiguo), ma dall'utopia della fratellanza
priva di conflitto.
E' ben diverso (e, oserei dire, ben più profondo).
Boris
2006-01-26 15:45:11 UTC
Permalink
On Thu, 26 Jan 2006 16:11:36 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Ti faccio solo notare che dissentire da Smith non significa dissentire dagli
pseudo-valori dell'inghilterra colonizzatrice (fin lì ci vuol poco, e in
merito il film non è minimamente ambiguo), ma dall'utopia della fratellanza
priva di conflitto.
E' ben diverso (e, oserei dire, ben più profondo).
Occhio però, che quando la fratellanza la concepisci verso persone che
giudichi tanto buonine ed ingenue di solito tende a prendere delle
forme poco simpatiche...

Boris

--
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-26 16:02:11 UTC
Permalink
Post by Boris
On Thu, 26 Jan 2006 16:11:36 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Ti faccio solo notare che dissentire da Smith non significa dissentire
dagli
pseudo-valori dell'inghilterra colonizzatrice (fin lì ci vuol poco, e in
merito il film non è minimamente ambiguo), ma dall'utopia della
fratellanza
priva di conflitto.
E' ben diverso (e, oserei dire, ben più profondo).
Post by Boris
Occhio però, che quando la fratellanza la concepisci verso persone che
giudichi tanto buonine ed ingenue di solito tende a prendere delle
forme poco simpatiche...
Il che è esattamente quello che il film mostra, no?
Storia dunque, senza mistificazioni.
Boris
2006-01-26 17:58:58 UTC
Permalink
On Thu, 26 Jan 2006 17:02:11 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Post by Boris
On Thu, 26 Jan 2006 16:11:36 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Ti faccio solo notare che dissentire da Smith non significa dissentire dagli
pseudo-valori dell'inghilterra colonizzatrice (fin lì ci vuol poco, e in
merito il film non è minimamente ambiguo), ma dall'utopia della fratellanza
priva di conflitto.
E' ben diverso (e, oserei dire, ben più profondo).
Post by Boris
Occhio però, che quando la fratellanza la concepisci verso persone che
giudichi tanto buonine ed ingenue di solito tende a prendere delle
forme poco simpatiche...
Il che è esattamente quello che il film mostra, no?
Storia dunque, senza mistificazioni.
Per me e te sì, ma ho l'impressione che su molti altri spettatori
l'utopia della fratellanza priva di conflitto passi come messaggio.

Boris

--
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-27 12:45:17 UTC
Permalink
Post by Boris
On Thu, 26 Jan 2006 17:02:11 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Post by Boris
On Thu, 26 Jan 2006 16:11:36 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Occhio però, che quando la fratellanza la concepisci verso persone che
giudichi tanto buonine ed ingenue di solito tende a prendere delle
forme poco simpatiche...
Il che è esattamente quello che il film mostra, no?
Storia dunque, senza mistificazioni.
Per me e te sì, ma ho l'impressione che su molti altri spettatori
l'utopia della fratellanza priva di conflitto passi come messaggio.
Allora, nel film succede questo: Smith l'utopista finisce tra gli eschimesi
e poi viene messo alla porta dalla sua Pochaontas, Pochaontas stessa muore
senza mai essersi assimilata, gli indiani entrano in conflitto, gli vengono
bruciate le capanne, sono costretti a cambiare stile di vita (da agricoltura
e caccia al commercio, dalla serena staticità all'integrazione forzata)
Questo succede, nel film.
Ce ne vuole di fantasia per vederci "l'utopia della fratellanza priva di
conflitto *realizzata*".

Se poi lo spettatore travisa sono affari suoi, non è certo colpa di malick.
Anche lo spettatore deve assumersi le sue responsabilità.
Boris
2006-01-27 14:27:44 UTC
Permalink
On Fri, 27 Jan 2006 13:45:17 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Post by Boris
Per me e te sì, ma ho l'impressione che su molti altri spettatori
l'utopia della fratellanza priva di conflitto passi come messaggio.
Allora, nel film succede questo: Smith l'utopista finisce tra gli eschimesi
e poi viene messo alla porta dalla sua Pochaontas, Pochaontas stessa muore
senza mai essersi assimilata, gli indiani entrano in conflitto, gli vengono
bruciate le capanne, sono costretti a cambiare stile di vita (da agricoltura
e caccia al commercio, dalla serena staticità all'integrazione forzata)
Questo succede, nel film.
Ce ne vuole di fantasia per vederci "l'utopia della fratellanza priva di
conflitto *realizzata*".
Dipende. Basta che lo spettatore pensi che il messaggio del film sia
quello di Smith, che guarda caso è protagonista e che si lancia in
discorsi come quello sulle parole in indiano che-non-ci-sono. Non è
difficile. Allora lo spettatore vede che ci sono i bianchi cattivi, e
va bene, ma pensa che si sarebbe potuto vivere insieme e in pace, con
'sti "buoni selvaggi". Se solo ci avessero lasciato fare Jamestown in
pace; se solo ci avessero dato un po' di terra in più, in fondo ce
n'era così tanta; se solo ci avessero lasciato prendere le loro figlie
senza fare tanto casino. E' questa l'idea pericolosa. Che sia quella
di Smith e non quella di Malick, può essere, non sono così categorico
come i materialisti pignoli. Ma non puoi nascondere che se mettevo
come eroe un personaggio meno utopista (a parole) e lasciavo la
retorica del buon selvaggio ad un comprimario, veniva fuori un film
più chiaro nelle intenzioni. Non era difficile, Mann c'è riuscito.
Post by Roberto1 (U-N-O)
Se poi lo spettatore travisa sono affari suoi, non è certo colpa di malick.
A scuola ho imparato che quando non si capisce una cosa spesso la
colpa è anche di chi espone :-)
Post by Roberto1 (U-N-O)
Anche lo spettatore deve assumersi le sue responsabilità.
Ah, io lo faccio quando scrivo qua sopra :-P

Boris
--
Roberto1 (U-N-O)
2006-01-27 15:28:18 UTC
Permalink
Post by Boris
On Fri, 27 Jan 2006 13:45:17 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Allora lo spettatore vede che ci sono i bianchi cattivi, e
Post by Boris
va bene, ma pensa che si sarebbe potuto vivere insieme e in pace, con
'sti "buoni selvaggi". Se solo ci avessero lasciato fare Jamestown in
pace; se solo ci avessero dato un po' di terra in più, in fondo ce
n'era così tanta; se solo ci avessero lasciato prendere le loro figlie
senza fare tanto casino. E' questa l'idea pericolosa. Che sia quella
di Smith e non quella di Malick, può essere, non sono così categorico
come i materialisti pignoli. Ma non puoi nascondere che se mettevo
come eroe un personaggio meno utopista (a parole) e lasciavo la
retorica del buon selvaggio ad un comprimario, veniva fuori un film
più chiaro nelle intenzioni.
Certo, hai ragione, indubbiamente più chiaro ed esplicito, ma allo stesso
tempo più banale, didascalico.
Cioè: così come ha operato malick, l'utopia della fratellanza non viene
connotata così negativamente come se fosse stata enunciata da un
comprimario. Ma nemmeno del tutto positivamente, viene comunque posta al di
fuori della Storia, come un ideale cui tendere ma che non si può
raggiungere.
E' proprio lì la finezza, sempre a mio parere.

Il film, alla fine, non comunica un senso di pienezza e di realizzazione, ma
di come di un qualcosa che sfugge via, che stavi per catturare ma che ti è
scivolato inesorabilmente dalle mani, e che tuttavia si rinnova. Il "nuovo
mondo", insomma, l'utopia che l'uomo storico non è riuscito a realizzare, ma
a cui continua a tendere (come un albero tende verso la luce, se vuoi).

Io la vedo così :-)
Boris
2006-01-27 16:11:40 UTC
Permalink
On Fri, 27 Jan 2006 16:28:18 +0100, "Roberto1 \(U-N-O\)"
Post by Roberto1 (U-N-O)
Certo, hai ragione, indubbiamente più chiaro ed esplicito, ma allo stesso
tempo più banale, didascalico.
Cioè: così come ha operato malick, l'utopia della fratellanza non viene
connotata così negativamente come se fosse stata enunciata da un
comprimario. Ma nemmeno del tutto positivamente, viene comunque posta al di
fuori della Storia, come un ideale cui tendere ma che non si può
raggiungere.
E' proprio lì la finezza, sempre a mio parere.
Il film, alla fine, non comunica un senso di pienezza e di realizzazione, ma
di come di un qualcosa che sfugge via, che stavi per catturare ma che ti è
scivolato inesorabilmente dalle mani, e che tuttavia si rinnova. Il "nuovo
mondo", insomma, l'utopia che l'uomo storico non è riuscito a realizzare, ma
a cui continua a tendere (come un albero tende verso la luce, se vuoi).
Io la vedo così :-)
Non coincide del tutto con quello che ho pensato io, ma indubbiamente
ci sta anche la tua interpretazione. L'importante è che le proprie
rappresentazioni siano coerenti e sostenibili, poi ognuno ha le
proprie... D'altronde, gli hai dato un voto ben più alto del mio. :-)

Boris
--
un fake di Alberto
2006-02-14 09:12:16 UTC
Permalink
Post by Boris
Basta che lo spettatore pensi che il messaggio del film sia
quello di Smith, che guarda caso è protagonista
Non mi pare. *Un* protagonista, direi - la principessa ha un ruolo alla
fine ben piu' centrale.

Oddio, quanta roba da leggere, in proposito. :-)
--
UFV:The New World/Antonio das mortes.avi/Cinque bambole per
la luna di agosto.avi/CQ.avi/Allegro non troppo(DVD)/Munich
Petulia(VHS)/Brokeback Mountain - http://www.albertofarina.tk
Jerr Bruckheimer
2006-02-14 10:11:23 UTC
Permalink
Post by un fake di Alberto
Oddio, quanta roba da leggere, in proposito. :-)
Per la maggior parte sono cazzate.
--
Jerr
'All right, but apart from sanitation, medicine, education, wine, public
order, irrigation, roads, the fresh-water system and public health...
what have the Romans ever done for us ?'
Boris
2006-02-14 10:59:35 UTC
Permalink
Post by un fake di Alberto
Post by Boris
Basta che lo spettatore pensi che il messaggio del film sia
quello di Smith, che guarda caso è protagonista
Non mi pare. *Un* protagonista, direi - la principessa ha un ruolo alla
fine ben piu' centrale.
Beh sono loro due a fare commenti con voce fuori campo, no? Però la
principessa nei suoi si limita alla propria vicenda personale, non fa
considerazioni filosofiche, quindi non influisce.

Boris
--
"Se Dio esiste, io sono fottuto" (M. Richler)
un fake di Alberto
2006-02-14 14:42:41 UTC
Permalink
Post by Boris
Post by un fake di Alberto
Post by Boris
Basta che lo spettatore pensi che il messaggio del film sia
quello di Smith, che guarda caso è protagonista
Non mi pare. *Un* protagonista, direi - la principessa ha un ruolo alla
fine ben piu' centrale.
Beh sono loro due a fare commenti con voce fuori campo, no? Però la
principessa nei suoi si limita alla propria vicenda personale, non fa
considerazioni filosofiche, quindi non influisce.
Pero' la musica della scoperta che apre e chiude il film si riferisce
piu' all'esperienza di scoperta di lei che di lui, mi sembra. E sul
filosofare direi che sono abbastanza alla pari - lui chiede "chi sei tu
che mi hai spinto fino a qui", lei invoca una "Madre", non mi sembra si
faccia lasciare indietro.
--
UFV:The New World/Antonio das mortes.avi/Cinque bambole per
la luna di agosto.avi/CQ.avi/Allegro non troppo(DVD)/Munich
Petulia(VHS)/Brokeback Mountain - http://www.albertofarina.tk
Boris
2006-02-14 15:01:11 UTC
Permalink
Post by un fake di Alberto
Pero' la musica della scoperta che apre e chiude il film si riferisce
piu' all'esperienza di scoperta di lei che di lui, mi sembra. E sul
filosofare direi che sono abbastanza alla pari - lui chiede "chi sei tu
che mi hai spinto fino a qui", lei invoca una "Madre", non mi sembra si
faccia lasciare indietro.
Mi riferisco al messaggio "antropologico" che è quello veicolato
principalmente dalle considerazioni che Smith fa quando è prigioniero
degli indiani, sulla loro innocenza, allegria ecc ecc.
Non ci sono analoghe riflessioni della principessa sui bianchi, mi
pare, ma solo sull'amato e sul marito.

Boris
--
"Se Dio esiste, io sono fottuto" (M. Richler)
un fake di Alberto
2006-02-14 15:16:05 UTC
Permalink
Post by Boris
Post by un fake di Alberto
Pero' la musica della scoperta che apre e chiude il film si riferisce
piu' all'esperienza di scoperta di lei che di lui, mi sembra. E sul
filosofare direi che sono abbastanza alla pari - lui chiede "chi sei tu
che mi hai spinto fino a qui", lei invoca una "Madre", non mi sembra si
faccia lasciare indietro.
Mi riferisco al messaggio "antropologico" che è quello veicolato
principalmente dalle considerazioni che Smith fa quando è prigioniero
degli indiani, sulla loro innocenza, allegria ecc ecc.
Fra l'altro dice che non esistono le parole che indicano il "perdono", e
mi sono chiesto che parola usi lei quando i sottotitoli ci dicono che
chiede perdono al padre.
Post by Boris
Non ci sono analoghe riflessioni della principessa sui bianchi, mi
pare, ma solo sull'amato e sul marito.
Direi di si', ma anche sulla famosa "Madre" in generale. Come se lei non
si ponesse proprio il problema dell'altra cultura, ma "solo" quello
della vita e del divenire complessivo a cui appartiene. La cultura,
insomma, e' un problema puramente culturale e che non appartiene affatto
al suo modo di ragionare e di vivere.
--
UFV:The New World/Antonio das mortes.avi/Cinque bambole per
la luna di agosto.avi/CQ.avi/Allegro non troppo(DVD)/Munich
Petulia(VHS)/Brokeback Mountain - http://www.albertofarina.tk
Roberto1 (U-N-O)
2006-02-14 17:16:47 UTC
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Post by un fake di Alberto
Post by Boris
Mi riferisco al messaggio "antropologico" che è quello veicolato
principalmente dalle considerazioni che Smith fa quando è prigioniero
degli indiani, sulla loro innocenza, allegria ecc ecc.
Fra l'altro dice che non esistono le parole che indicano il "perdono", e
mi sono chiesto che parola usi lei quando i sottotitoli ci dicono che
chiede perdono al padre.
Lì dice qualcosa? Non si limita a fare un gesto? (Che poi sarebbe pur sempre
un fatto simbolico, dunque "parola").
Post by un fake di Alberto
Post by Boris
Non ci sono analoghe riflessioni della principessa sui bianchi, mi
pare, ma solo sull'amato e sul marito.
Direi di si', ma anche sulla famosa "Madre" in generale. Come se lei non
si ponesse proprio il problema dell'altra cultura, ma "solo" quello
della vita e del divenire complessivo a cui appartiene. La cultura,
insomma, e' un problema puramente culturale e che non appartiene affatto
al suo modo di ragionare e di vivere.
Comunque la Pochaontas del film in fondo è una ragazzina, un'adolescente, è
comprensibile che i suoi pensieri dominanti siano quelli romantici.
E' più vicina alla "natura" anche per questioni anagrafiche, mi vien da
dire.
Però non è aliena alla realtà della differenza: quando le mettono in mano i
libri inizia a porsi dei problemi, chiede cosa siano le ore, a cosa serva
l'oro. Il senso del matrimonio cristiano non lo coglie molto ma sembra
almeno porselo, il problema.
Quando il padre le dice: "occhio, non è dei nostri", lei ne è cosciente.
Solo che la cosa, la questione culturale dico, evidentemente non le
interessa.
Enrico Battocchi
2006-02-14 22:44:30 UTC
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Post by un fake di Alberto
Fra l'altro dice che non esistono le parole che indicano il "perdono", e
mi sono chiesto che parola usi lei quando i sottotitoli ci dicono che
chiede perdono al padre.
Beh, le frasi di Smith secondo me non soo da prendere necessariamente
per oro colato: è evidente che si tratta di un'analisi quasi ideale dei
"buoni selvaggi", filtrati secondo la sua lente filosofica.

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