Discussione:
The United States vs. Billie Holiday (2021)
(troppo vecchio per rispondere)
1%
2021-04-17 21:27:54 UTC
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Ho finalmente visto "The United States vs. Billie Holiday" (Lee Daniels,
2021), sottotitolato in italiano. Spero ilMusso non incappi nello
stesso, se no gli prende un colpo (scherzo): altro che tradurre "you" in
"tu" al posto di "voi", lì si trattava di una traduzione automatica da
una fonte in inglese, probabilmente i sottotitoli originali del DVD, per
cui ad esempio "right", nel senso di "bene", "giusto", "corretto", era
invece tradotto pedestemente con "destra" e ad esempio "Miss Holiday"
diventava "signorina Vacanza", e c'erano altre mille castronerie del
genere :-)

Non l'ho scritto, preciso, per fare una critica al traduttore, che io
comunque apprezzo sempre lo sforzo gratuito che mi permette di seguire
un film non doppiato, ma suggerirei a chi si dedica a traduzioni non
particolarmente curate, di utilizzare per i sottotitoli un file .srt
esterno, che essendo un semplice file di testo è facilmente
correggibile, anziché inserire i sottotitoli, immodificabili,
all'interno del video stesso.

"The United States vs. Billie Holiday" non è esattamente un biopic come
"Lady Sings the Blues" (Sidney J. Furie, 1972) -- "Lady" era il
soprannome di Billie Holiday ...-- e, se fa pur vedere qua e là vari
avvenimenti dell'infanzia della cantante, per lo più, come già il titolo
preannuncia, si concentra, -- siamo nell'epoca di John Edgar Hoover,
"Hoover" (Rick Pamplin, 2000), "J. Edgar" (Clint Eastwood, 2011) --
sugli sforzi che fa l'FBI, sfruttando il fatto che Billie Holiday era
una tossicodipendente, per non permetterle di cantare "Strange Fruit",
una canzone di protesta contro il linciaggio dei neri americani, che lei
da bimba aveva visto di persona, considerando la canzone una
dichiarazione di rivolta e l'inizio del movimento per i diritti civili
americano.

Nei titoli di coda del film viene indicato che nel Febbraio del 2020 è
stato presentato al Senato americano un decreto anti linciaggio, ARGH!,
ma che al momento non è stato ancora approvato.

Andra Day, l'attrice protagonista che interpreta Billie Holiday, è stata
nominata per concorrere all'Oscar 2021 come miglior attrice
protagonista. Ora io non so dire se sia superiore alle sue concorrenti
negli altri film , ma certo nella sua parte mi pare molto brava,
imitando bene anche certe particolari smorfie e sorrisi di compiacimento
che la Holiday faceva a sè stessa e alla sua band quando la musica
prendeva particolarmente bene lo swing giusto.

Guardando il film mi è venuta anche da fare una considerazione più
generale e cioè che in passato girava veramente molto alcol e
soprattutto eroina fra i musicisti jazz/blues; penso ad esempio a
Charlie Parker, come si può osservare in "Bird" (Clint Eastwood, 1988),
a Ray Charles in "Ray" (Taylor Hackford, 2004), a Etta James in
"Cadillac Records" (Darnell Martin, 2008) e a Miles Davis in "Miles
Ahead" (Don Cheadle, 2015), ma se ne potrebbero elencare molti altri.

Mi pare una cosa sorprendente che personaggi così ricchi, famosi, quasi
idolatrati, siano caduti in quel genere di schiavitù.

A parte certo i trascorsi e le infanzie tribolate, una motivazione di
ciò forse sta anche nel fatto che il blues è una musica tendenzialmente
melanconica, struggente, e gli artisti che già dentro se stessi provano
tali stati d'animo riescono ad interpretarla meglio; purtroppo però
indulgere troppo in questo tipo di sensazioni provoca un malessere
psichico, un dolore nell'animo, che probabilmente con la droga e gli
alcolici i musicisti dell'epoca riuscivano in parte ad attutire.
C'è anche da considerare il fatto che quei musicisti obbligati per
lavoro a fare lunghe tournée, difficilmente riuscivano a conservare
rapporti sociali stabili al di fuori della band e ad avere un supporto
sincero ed un conforto famigliare, per cui anche questa loro solitudine
diventava un ulteriore handicap difficile da superare, specie vivendo
pure in una società razzista come era quella americana.
È indicativo da questo punto di vista una riflessione ad alta voce della
Reney in "Ma Rainey's Black Bottom" (George C. Wolfe, 2020) a proposito
dei bianchi e in particolare del suo manager:

«Non gli importa niente di me. Vogliono solo la mia voce. Bè, non è una
novità, ma devono trattarmi come voglio che mi trattino non importa
quanto li umigli. Sono tutti di là a chiamarmi figlia di qualunque cosa,
di qualunque cosa tranne che figlia di Dio ma non sanno fare altro dato
che non hanno ancora ciò che vogliono. Lo so che quando la mia voce sarà
registrata con uno dei loro apparecchi mi tratteranno come fossi una
puttana, girandosi e infilandosi i pantaloni; allora io non gli sarò più
utile. ... Diamine, sei di colore ma gli fai fare soldi allora sì che
gli vai bene, altrimenti hai solo la rogna come un cane!»

Ricordo anche, ma questo è solo un caso a sé stante, che molti anni fa
venni invitato con degli amici ad una festa in una villa di un musicista
di classica. Questi, una persona molto cortese ed affabile, nella serata
durante una conversazione tra lui e me, con mia grande sorpresa mi
confessò senza remore di aver fatto in passato uso di eroina e di avere
poi smesso, ma, diceva, di avere da allora sempre avuto la sensazione di
suonare leggermente meno bene, quasi che in passato la droga gli avesse
dato artisticamente un qualcosa in più. Mi sono sempre chiesto se era
vero o se era solo la sua immaginazione a giocargli un brutto scherzo
... Boh!?


--
Billie Holiday - Fine And Mellow (Live CBS Studios 1957)

ilMusso
2021-04-18 18:26:29 UTC
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Post by 1%
Ho finalmente visto "The United States vs. Billie Holiday" (Lee Daniels,
2021), sottotitolato in italiano. Spero ilMusso non incappi nello
stesso, se no gli prende un colpo (scherzo): altro che tradurre "you" in
"tu" al posto di "voi", lì si trattava di una traduzione automatica da
una fonte in inglese, probabilmente i sottotitoli originali del DVD, per
cui ad esempio "right", nel senso di "bene", "giusto", "corretto", era
invece tradotto pedestemente con "destra" e ad esempio "Miss Holiday"
diventava "signorina Vacanza", e c'erano altre mille castronerie del
genere :-)
Non l'ho scritto, preciso, per fare una critica al traduttore, che io
comunque apprezzo sempre lo sforzo gratuito che mi permette di seguire
un film non doppiato, ma suggerirei a chi si dedica a traduzioni non
particolarmente curate, di utilizzare per i sottotitoli un file .srt
esterno, che essendo un semplice file di testo è facilmente
correggibile, anziché inserire i sottotitoli, immodificabili,
all'interno del video stesso.
"The United States vs. Billie Holiday" non è esattamente un biopic come
"Lady Sings the Blues" (Sidney J. Furie, 1972) -- "Lady" era il
soprannome di Billie Holiday ...-- e, se fa pur vedere qua e là vari
avvenimenti dell'infanzia della cantante, per lo più, come già il titolo
preannuncia, si concentra, -- siamo nell'epoca di John Edgar Hoover,
"Hoover" (Rick Pamplin, 2000), "J. Edgar" (Clint Eastwood, 2011) --
sugli sforzi che fa l'FBI, sfruttando il fatto che Billie Holiday era
una tossicodipendente, per non permetterle di cantare "Strange Fruit",
una canzone di protesta contro il linciaggio dei neri americani, che lei
da bimba aveva visto di persona, considerando la canzone una
dichiarazione di rivolta e l'inizio del movimento per i diritti civili
americano.
Nei titoli di coda del film viene indicato che nel Febbraio del 2020 è
stato presentato al Senato americano un decreto anti linciaggio, ARGH!,
ma che al momento non è stato ancora approvato.
Andra Day, l'attrice protagonista che interpreta Billie Holiday, è stata
nominata per concorrere all'Oscar 2021 come miglior attrice
protagonista. Ora io non so dire se sia superiore alle sue concorrenti
negli altri film , ma certo nella sua parte mi pare molto brava,
imitando bene anche certe particolari smorfie e sorrisi di compiacimento
che la Holiday faceva a sè stessa e alla sua band quando la musica
prendeva particolarmente bene lo swing giusto.
Guardando il film mi è venuta anche da fare una considerazione più
generale e cioè che in passato girava veramente molto alcol e
soprattutto eroina fra i musicisti jazz/blues; penso ad esempio a
Charlie Parker, come si può osservare in "Bird" (Clint Eastwood, 1988),
a Ray Charles in "Ray" (Taylor Hackford, 2004), a Etta James in
"Cadillac Records" (Darnell Martin, 2008) e a Miles Davis in "Miles
Ahead" (Don Cheadle, 2015), ma se ne potrebbero elencare molti altri.
Mi pare una cosa sorprendente che personaggi così ricchi, famosi, quasi
idolatrati, siano caduti in quel genere di schiavitù.
A parte certo i trascorsi e le infanzie tribolate, una motivazione di
ciò forse sta anche nel fatto che il blues è una musica tendenzialmente
melanconica, struggente, e gli artisti che già dentro se stessi provano
tali stati d'animo riescono ad interpretarla meglio; purtroppo però
indulgere troppo in questo tipo di sensazioni provoca un malessere
psichico, un dolore nell'animo, che probabilmente con la droga e gli
alcolici i musicisti dell'epoca riuscivano in parte ad attutire.
C'è anche da considerare il fatto che quei musicisti obbligati per
lavoro a fare lunghe tournée, difficilmente riuscivano a conservare
rapporti sociali stabili al di fuori della band e ad avere un supporto
sincero ed un conforto famigliare, per cui anche questa loro solitudine
diventava un ulteriore handicap difficile da superare, specie vivendo
pure in una società razzista come era quella americana.
È indicativo da questo punto di vista una riflessione ad alta voce della
Reney in "Ma Rainey's Black Bottom" (George C. Wolfe, 2020) a proposito
«Non gli importa niente di me. Vogliono solo la mia voce. Bè, non è una
novità, ma devono trattarmi come voglio che mi trattino non importa
quanto li umigli. Sono tutti di là a chiamarmi figlia di qualunque cosa,
di qualunque cosa tranne che figlia di Dio ma non sanno fare altro dato
che non hanno ancora ciò che vogliono. Lo so che quando la mia voce sarà
registrata con uno dei loro apparecchi mi tratteranno come fossi una
puttana, girandosi e infilandosi i pantaloni; allora io non gli sarò più
utile. ... Diamine, sei di colore ma gli fai fare soldi allora sì che
gli vai bene, altrimenti hai solo la rogna come un cane!»
Ricordo anche, ma questo è solo un caso a sé stante, che molti anni fa
venni invitato con degli amici ad una festa in una villa di un musicista
di classica. Questi, una persona molto cortese ed affabile, nella serata
durante una conversazione tra lui e me, con mia grande sorpresa mi
confessò senza remore di aver fatto in passato uso di eroina e di avere
poi smesso, ma, diceva, di avere da allora sempre avuto la sensazione di
suonare leggermente meno bene, quasi che in passato la droga gli avesse
dato artisticamente un qualcosa in più. Mi sono sempre chiesto se era
vero o se era solo la sua immaginazione a giocargli un brutto scherzo
... Boh!?
--
Billie Holiday - Fine And Mellow (Live CBS Studios 1957)
http://youtu.be/vaZiijPbnP8
ilMusso
2021-04-18 19:27:32 UTC
Permalink
Post by 1%
Ho finalmente visto "The United States vs. Billie Holiday" (Lee Daniels,
[...]
Un post coi fiocchi, complimenti! (dico sul serio)

Per quanto riguarda il film, l'ho visto però non mi ha preso.

Non mi ha preso nemmeno "Ma Rainey's Black Bottom", e non mi prende
in genere questa tipologia di film né - ancor più - l'impostazione data
negli ultimi tempi alla stessa.

Devo ancora vedere "Bessie" e "La signora del blues", ma posso dire che
quest'ultimo - uscito quarantanove anni fa - potrebbe piacermi in quanto
da qualche immagine che ho già avuto modo di guardare mi è sembrato
ben fatto.

Non mi sono comunque sfuggite le interpretazioni delle due attrici
protagoniste dei due film citati all'inizio: buona, a mio parere, quella di
Andra Day in "The Unites States vs. Billie Holiday"; molto buona, sempre
a mio parere, quella di Viola Davis in "Ma Rainey's Black Bottom".

Aggiungo solo che per quanto riguarda quest'ultimo, ho trovato
pressoché insopportabili i dialoghi e ho trovato niente di che la tanto
celebrata interpretazione del defunto Chadwick Boseman (non escludo,
però, che l'Oscar possa andare - postumo - proprio a lui, come ebbe a
scrivere Catrame qui su IHS già un mese fa).

P.S. Se può interessarti, ti informo che qualche giorno fa ho iniziato
a pubblicare dei video in cui parlo di cinema (il link del canale è
https://www.youtube.com/channel/UCF8G1UpVWT66WtkNToErW2w );
ti informo anche che un canale amico con video più frizzanti dei
miei (che sono pallosi), nonché meglio confezionati, è questo -->
https://www.youtube.com/channel/UCl5GzA7VE69OveOyI-F_mpw
("Le Gattare del Canale di Scolo").
1%
2021-04-19 11:40:43 UTC
Permalink
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ilMusso
2021-04-19 14:25:21 UTC
Permalink
Post by 1%
Post by ilMusso
Per quanto riguarda il film, l'ho visto però non mi ha preso.
Non mi ha preso nemmeno "Ma Rainey's Black Bottom", e non mi prende
in genere questa tipologia di film né - ancor più - l'impostazione data
negli ultimi tempi alla stessa.
Ho notato anch'io una tendenza comune a vari recenti film americani e
[...]
Avrei forse dovuto spiegare un po' meglio. Mi riferivo, semplicemente
e banalmente, alla regia in senso stretto.
Post by 1%
A me comunque fra tutti i film che recentemente toccavano il tema del
razzismo verso gli afro-americani, [...]
La tua è una interessante considerazione, però non posso che ribadire
ciò che ho scritto sopra.
Post by 1%
[...] se più in generale ti piacciono
i film ambientati nel mondo della musica,
Assolutamente no, anche se in qualche caso - piuttosto raro - qualcosa
di buono l'ho comunque trovato (come dicevo, potrebbe essere il caso
del film anni '70 "La signora del blues"). Terrò comunque conto di ogni
tua indicazione.
ilMusso
2021-04-20 15:02:35 UTC
Permalink
Post by 1%
i film ambientati nel mondo della musica, ti suggerisco la visione, in
questo caso in ambito Jazz, di "'Round Midnight - A mezzanotte circa"
(Bertrand Tavernier, 1986), che, per quello che negli anni ho avuto modo
di vedere io da dietro le quinte, mi sembra ricrei le atmosfere e si
avvicini bene ad alcune reali situazioni, anche odierne, in quell'ambito
musicale.
Il film non è arrivato alle mie corde, ma ammetto che non è brutto e
che ha un certo fascino.

A margine, una curiosità. Il movimento delle mani [*] fatto di continuo
da Rolando nel film "Risvegli" (Rolando è uno dei pazienti) riprende
non poco la tipica gestualità di Dale in "Round Midnight". E, sorpresa,
l'attore è il medesimo: Dexter Gordon.

[* per esempio a 1:29:30 qui -->
]

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