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Potëmkin dal libro di Villaggio
(troppo vecchio per rispondere)
abc
2009-11-14 19:15:13 UTC
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Leggendo i commenti qui sotto alla recensione di "2012" , che richiamavano
la celebre sequenza fantozziana, mi è venuta la voglia di postare la
versione contenuta nel libro "Il secondo tragico libro di Fantozzi" (1974 -
ma riprendeva un monologo di Villaggio nel 1968). Un saluto a tutte le
"barbe" e ai "santoni di spalla" :-)


FANTOZZI E LA CORAZZATA POTEMKIN

La città nella quale Fantozzi lavora è una cittadina di media grandezza, ma
a dimensioni provinciali, con questa sinistra caratteristica : non si scopa
mai! Gli domandavano: «Che avete fatto ieri sera?». E lui: «Siamo andati a
casa del Tal dei Tali». «E come è andata?» Risposta sinistra: «Ci siamo
fatti un sacco di risate». «E poi? » «E poi gli "altri" sono andati a
scopare! » Sempre così. Fantozzi, visto l'andamento delle serate tanti anni
fa ha anche fatto domanda per iscriversi all'Albo degli "Altri", ma senza
speranza. Alla fine è crollato sulla grande valvola di sicurezza di tutti i
para-intellettuali: le serate d'impegno. Fantozzi si è così trasformato in
un intellettuale di sinistra e ha cominciato a frequentare una cineteca. Era
una fogna orrenda al Circolo ferrovieri; ed ogni sabato sera alle 21 in
punto aveva con un branco di altri sventurati una tragica scadenza.
Per venti anni ha veduto:
La corazzata Potëmkin, di Serghei M. Eisenstein ;
Dies irae, di Carl Theodor Dreyer; (fortunatamente scomparso certamente
fucilato..., pensava Fantozzi).
Das Kabinett der Doctor Caligari di Robert Wiene;
Tutta una rassegna abissalmente noiosa dell'espressionismo tedesco;
L'uomo di Aran di Robert Flaherty : 4 ore!
Fantozzi entrava in cineteca con il branco degli intellettuali di
provincia con barba, alle 21 in punto di ogni sabato sera. Una "barba"
domandava alla maschera con una punta di speranza (le "barbe" sperano sempre
in "Metti lo diavolo tuo nel mio..." o "Mazzabubù quante corna ci stanno
quaggiù?" con Ciccio e Franco): «Scusi che danno stasera? » E la maschera
implacabile e con voce sarcastica : « La corazzata Potëmkin del grande
maestro Serghei M. Eisenstein ». Qui le "barbe" hanno un piccolo
sbandamento, ma entrano con sguardo duro e risoluto.
E si comincia. Parte implacabile il Potëmkin. Gli intellettuali più
scaltriti si attrezzano. Cinturoni, bretelloni che li imbracano come
paracadutisti e grande gancio a soffitto per dormire in sala. Durante il
Potëmkin ogni tanto si sgancia qualche intellettuale che, credendo di essere
caduto dal letto, esclama : « Sono già le sette? Presto, caffè, giornali e
la posta...! ».
E poi riagganciandosi si scusa penosamente con le altre "barbe"
agganciate al soffitto.
Alla fine del Potëmkin non si può scappare, no!
Comincia la parte più stimolante ed esaltante della serata: il dibattito!
Si alza un tipo di santone con barba e baffi da super-intellettuale, sguardo
illuminato da una luce interiore, ma in realtà illuminato dalla follia e
dalla voglia frustrante di una serata normale a vedere Buzzanca con una
bella ragazza appoggiata alla spalla. Il santone in venti anni ha esaurito
ogni possibile argomentazione dialettica in materia ed emette solo dei
fonemi puri. « Ùammm... » è questo un lungo ululato che serve a sganciare di
colpo tutte le barbe dal soffitto. Si svegliano tutti. E il santone: «
...l'occhio della madre... la carrozzella che scende la scalinata... »
arrivano solo spezzoni di discorso. « Quando il grande maestro fa
l'inserto», perché il grande santone sa tutti i termini tecnici, « il più
grande film di tutti i tempi... Uammm... uammm...» e termina con un lungo e
prolungato ululato a finire. Si alza un santone di spalla che si deterge
alcune lacrime di commozione e anche lui «... l'occhio della madre... la
carrozzella... il più grande film di tutti i tempi » questo arriva sempre
chiarissimo «... uammm... uammm... »
Questo per vent'anni. Vent'anni nei quali Fantozzi ha visto anche una
rassegna di film cecoslovacchi con didascalie in tedesco! Una volta per
errore (davano Ciapaiev), proiettarono prima la seconda bobina poi la prima.
Nel dibattito il santone cominciò con « il grande maestro... Ha qui
l'intuizione sublime di far morire Ciapaiev all'inizio e di farlo poi
rivivere... ». Non finì la frase perché lo avvisarono dell'errore e la
serata finì in maniera umiliante per tutti. Del film nessuno aveva capito un
cazzo.
La prima avvisaglia del dramma finale la si ebbe una sera. Era stata
programmata "L'infanzia di Ivan", 9 tempi! Gli intellettuali erano già tutti
agganciati quando apparve il santone che con una voce rotta dal pianto
disse: «Una... notizia orrenda... non sono arrivate le pizze» (tutti alla
parola pizze avevano ululato perché avevano una fame della madonna!)
«dell'Infanzia di Ivan.» «Nooo» fu l'urlo disperato delle barbe, e il
santone : « In sostituzione daremo "II segno di Zorro" ». Lo videro tutti
tre volte!
Passarono così infruttuosamente vent'anni e mai Fantozzi aveva
partecipato agli osanna finali. Una sera davano il Potëmkin. Alla fine si
alza il santone che riprende : « il più grande film di tutti i tempi...
l'occhio della madre... uammm... uamm... ». Si fa nella sala un grande
silenzio, assoluto, magico. Da fondosala Fantozzi alzò il pollice della mano
destra e disse timidamente: «Scusi, posso dire una cosa io?». «Prego
caro... finalmente uno nuovo... venghi» (i santoni cadono sui verbi!).
Fantozzi attraversò in un clima di grande suspense la sala, arrivò al
microfono, si schiarì la voce e disse : « Per me la corazzata Potëmkin è una
cagata pazzesca! ».
92 minuti di applausi! Era un applauso liberatorio con urla di gioia.
Uscirono allora tutti come liberati da un incubo e raggiunsero la
«maggioranza silenziosa » e qualcuno del « blocco d'ordine » che vedevano
con cioccolato e gelati l'ultimo film della Antonelli! Fantozzi poi era
felice perché sabato prossimo avrebbe visto il festival di San Remo.
Joe Silver
2009-11-14 21:58:08 UTC
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Post by abc
Leggendo i commenti qui sotto alla recensione di "2012" , che richiamavano
la celebre sequenza fantozziana, mi è venuta la voglia di postare la
versione contenuta nel libro "Il secondo tragico libro di Fantozzi" (1974 -
ma riprendeva un monologo di Villaggio nel 1968). Un saluto a tutte le
"barbe" e ai "santoni di spalla"  :-)
FANTOZZI E LA CORAZZATA POTEMKIN
Fa rimpiangere il film. Anzi, fa venire voglia di ridimensionarlo.

--
Joe
sunbather
2009-11-15 08:08:30 UTC
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Post by abc
versione contenuta nel libro "Il secondo tragico libro di Fantozzi"
(1974 - ma riprendeva un monologo di Villaggio nel 1968).
Strepitoso, direi. Ho la sensazione che Villaggio avesse letto "Il lavoro
culturale" di Bianciardi, fine anni '50, nel quale lo scrittore prende in
giro alla stessa maniera (ma Villaggio ci ha messo una verve satirica
sicuramente maggiore) gli intellettuali comunisti dell'epoca.

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