(troppo vecchio per rispondere)
[OT] Insegniamo l'italiano
Nicola de Angeli
2004-04-04 21:19:04 UTC
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/

Ciao
Nicola

--

"To my daughter Leonora, without whose never failing sympathy
and encouragement this book would have been completed in half the time."
P. G. Wodehouse
teresina
2004-04-04 22:17:06 UTC
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
ossignur
e come mai?
qual è l'etimologia del verbo insegnare?
da dove arriva?
dove va?
chi ha spento la luce?

spiegati pliz, mi stanno traballando in fondamenti della grammatica!
:-/

bye
tere
Enrico Battocchi
2004-04-04 23:42:12 UTC
Post by teresina
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
ossignur
e come mai?
Perche' la desinenza della prima persona plurale del presente indicativo
dei verbi in -are e' "-iamo".

Parlare -> parliamo
Insegnare -> insegniamo
Sator
2004-04-05 07:39:30 UTC
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
A me lo rivelo' il correttore di Word. Quella graffetta del
cazzo. Ho passato mesi senza crederle.
Nicola de Angeli
2004-04-05 08:29:26 UTC
Post by teresina
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
ossignur
e come mai?
qual è l'etimologia del verbo insegnare?
da dove arriva?
dove va?
chi ha spento la luce?
spiegati pliz, mi stanno traballando in fondamenti della grammatica!
:-/
Non solo insegnare, ma tutti i verbi che finiscono in -gnare.
La desinenza verbale per la prima persona plurale del presente
indicativo (e congiuntivo) e' -iamo: capiamo, voliamo, nuotiamo
eccetera.
Vedi ad esempio:

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3938&ctg_id=93

Non e' un problema cosi' importante ;-), ma sono quelle cose che non
riesco a mandar giu', come il fatto che la forma corretta sia "lo
pneumatico" o che il termine "recentezza" non esista in italiano...

Ciao
Nicola

--

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and encouragement this book would have been completed in half the time."
P. G. Wodehouse
Herik
2004-04-05 07:49:25 UTC
Post by Nicola de Angeli
Non e' un problema cosi' importante ;-), ma sono quelle cose che non
riesco a mandar giu', come il fatto che la forma corretta sia "lo
pneumatico" o che il termine "recentezza" non esista in italiano...
invece è importante, grazie per il link.

chi parla male pensa male :)
--
Chi usa il ROT-13 avvelena anche te, digli di smettere.
® Gomi
Matteo L.
2004-04-05 08:39:07 UTC
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
mmm... effettivamente "insegnamo" non e' granche' bello da leggere, ora
che lo vedo.

io non ho mai capito quale sia il plurale corretto di "provincia", su
vocabolari diversi ho trovato sia "provincie" che "province" (a me pare
piu' corretto quest'ultimo)
--
Matteo L. - for mailbox messages sum 36 + 36
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Close to the frozen borderline
Boris
2004-04-05 08:43:30 UTC
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
Un dubbio che mi ha tormentato per anni, risolto solo due anni fa...

Boris
--
"Del rapporto con una donna mi piace:
l'innamoramento e il corteggiamento, la prima volta che si fa l'amore,
anzi i preparativi della prima volta, e quando ci si lascia,
che restano i ricordi, la voglia di rivedersi e poi non si sa più cosa dire"
nico pisanelli
2004-04-05 11:44:19 UTC
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
Ciao
Nicola
per forza

am + are
am + iamo

insegn + are
insegn + iamo

N.
nico pisanelli
2004-04-05 11:46:10 UTC
Post by Nicola de Angeli
Non e' un problema cosi' importante ;-), ma sono quelle cose che non
riesco a mandar giu', come il fatto che la forma corretta sia "lo
pneumatico" o che il termine "recentezza" non esista in italiano...
le lingue in fondo sono democratiche, quando il 99% dei parlanti finisce per
usare una forma scorretta, quella forma diventa corretta

N.


PS sto semplificando enormemente la questione, ma il succo IMHO e' questo
Nicola de Angeli
2004-04-05 12:34:59 UTC
On Mon, 05 Apr 2004 10:46:10 GMT, nico pisanelli
Post by nico pisanelli
PS sto semplificando enormemente la questione, ma il succo IMHO e' questo
Non puo' che essere cosi', altrimenti parleremmo la stessa lingua di
Adamo ed Eva.
Se l'Esperanto divenisse una lingua effettivamente usata si
modificherebbe pure lui...

Ciao
Nicola

--

"To my daughter Leonora, without whose never failing sympathy
and encouragement this book would have been completed in half the time."
P. G. Wodehouse
Nicola de Angeli
2004-04-05 13:00:21 UTC
On Mon, 05 Apr 2004 10:44:19 GMT, nico pisanelli
Post by nico pisanelli
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
Ciao
Nicola
per forza
am + are
am + iamo
insegn + are
insegn + iamo
Pero' e' un'eccezione (riporto l'intero articoletto perche' e' IMHO
interessante)::

«C'è una "i" ballerina, che va e viene. Le parole che terminano in
"-cia" e "-gia" al plurale vedono restare o scomparire questa "i"
davvero dispettosa. Cristiano mangia "una ciliegia". Ma se non si
ferma e ne mangia un'altra, dieci, venti finirà col fare una
scorpacciata di "ciliegie". La "i" è rimasta, magari insieme
all'indigestione. Lo stesso Cristiano ha una "faccia", ma se cambia
continuamente espressione o si mette a fare smorfie d'ogni tipo può
riuscire ad avere anche cento "facce". La "i" è scomparsa.
Dunque quale antidoto adottare? C'è una regola semplice, con
pochissime e trascurabili eccezioni. Se prima della sillaba conclusiva
in "-cia" e "-gia" c'è una vocale la "i" nella forma plurale resta, se
ne va se invece c'è una consonante. Camicia dà allora camicie, ma
traccia diventa tracce; ciliegia - si è visto - dà ciliegie, frangia
diventa invece frange. Non esiste invece una regola precisa quando
"-ce" (o "-cie") e "-ge" (o "-gie") si trovano a fine parola, nelle
forme singolari, oppure all'inizio e all'interno di parole singolari o
plurali. E' bene, dunque nel dubbio, consultare il vocabolario.
Riporto qui di seguito alcune parole che hanno la grafia in "-cie" e
"-gie": sufficienza, specie, superficie, società, igiene.
Inoltre se questa benedetta "i" non si trova alla fine ma all'inizio o
all'interno della parola, per esempio con i gruppi "scie" e "sce"
(dove il suono è praticamente uguale), rimane in termini come
"scienza", "coscienza" e affini ("scienziato", "incosciente", ecc.) in
"scie" plurale di scia e in "usciere". In tutti gli altri casi
s'invola, come per magia: infatti abbiamo "scelta", "discepolo",
"strisce" e così via. Altro intoppo. La "i" capricciosa è
rigorosamente vietata dopo il gruppo consonantico "gn". Guai a
scrivere "ingegniere": sarebbe un errore grave. Ma ci sono
un'eccezione solitaria e una collettiva. In barba alla regola
generale, in perfetta solitudine, vivacchia "compagnia". In gruppo
stanno tutte le forme che hanno desinenza con la "i" nei verbi in
"-gnare": "sognare", "impegnare" e tanti altri. Allora, senza badare
alla presenza di "gn" dovremo scrivere: "noi ci impegniamo", "che voi
insegniate".»

di G. De Rienzo, da "il corriere della sera".

Ciao
Nicola

--

"To my daughter Leonora, without whose never failing sympathy
and encouragement this book would have been completed in half the time."
P. G. Wodehouse
gigi
2004-04-05 13:26:52 UTC
Post by nico pisanelli
Post by Nicola de Angeli
Non e' un problema cosi' importante ;-), ma sono quelle cose che non
riesco a mandar giu', come il fatto che la forma corretta sia "lo
pneumatico" o che il termine "recentezza" non esista in italiano...
le lingue in fondo sono democratiche, quando il 99% dei parlanti finisce per
usare una forma scorretta, quella forma diventa corretta
giusto. la lingua è dinamica. e la stessa accademia della crusca
non *stabilisce* proprio nulla, ma prende atto di questo dinamismo,
formalizzando neologismi ed espressioni. certo ogni tanto i puristi e
conservatori consigliano ("si dovrebbe dire così.."), ma in sostanza la
lingua è una cosa che decidiamo noi.


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Simo
2004-04-05 13:32:04 UTC
Post by Enrico Battocchi
Post by teresina
Post by Nicola de Angeli
Sapevate che il modo in cui l'ho scritto ("insegniamo") e' quello piu'
corretto??!
Io l'ho scoperto ieri... :-/
ossignur
e come mai?
Perche' la desinenza della prima persona plurale del presente indicativo
dei verbi in -are e' "-iamo".
Non solo dei verbi in are. La desinenza della prima persona plurare è
sempre -iamo (tranne che a Roma ladrona...).
Simo
2004-04-05 13:34:52 UTC
Post by Nicola de Angeli
Pero' e' un'eccezione
Non è un'eccezione, ma la conferma che la desinenza della prima plurale è
sempre -iamo.
nico pisanelli
2004-04-05 14:01:54 UTC
Post by gigi
giusto. la lingua è dinamica. e la stessa accademia della crusca
non *stabilisce* proprio nulla, ma prende atto di questo dinamismo,
formalizzando neologismi ed espressioni. certo ogni tanto i puristi e
conservatori consigliano ("si dovrebbe dire così.."), ma in sostanza la
lingua è una cosa che decidiamo noi.
a proposito della Crusca, ci lavora sempre Vera AKA Fata Morgana?

N.
Enrico Battocchi
2004-04-05 14:03:39 UTC
Post by Nicola de Angeli
Pero' e' un'eccezione (riporto l'intero articoletto perche' e' IMHO
E scritto maluccio.
Le eccezioni si segnalano se si scrivono le regole ammodino, non se si
inventano criteri mnemonici.
Post by Nicola de Angeli
"strisce" e così via. Altro intoppo. La "i" capricciosa è
rigorosamente vietata dopo il gruppo consonantico "gn". Guai a
scrivere "ingegniere": sarebbe un errore grave.
Questo ad esempio non c'entra nulla: il problema della "i" a cui
facciamo riferimento si pone non quando uno e' ignorante e vuole mettere
la "i" dove non c'e' motivo (ingegno non ha la "i", perche' dovrebbero
averla ignegnarsi o ingegnere?), ma quando e' necessario capire se la i si
conserva o cade passando dal nome al verbo o dal singolare al plurale.
Post by Nicola de Angeli
Ma ci sono
un'eccezione solitaria e una collettiva. In barba alla regola
generale, in perfetta solitudine, vivacchia "compagnia".
Grazie al cazzo, la "i" e' tonica.
Post by Nicola de Angeli
In gruppo
stanno tutte le forme che hanno desinenza con la "i" nei verbi in
"-gnare": "sognare", "impegnare" e tanti altri. Allora, senza badare
alla presenza di "gn" dovremo scrivere: "noi ci impegniamo", "che voi
insegniate".»
Ecco, visto che ha citato una regola che non ha niente a che vedere con il
problema della permanenza della "i", deve creare una fantomatica
eccezione.
nico pisanelli
2004-04-05 14:11:34 UTC
Post by Enrico Battocchi
perche' dovrebbero
averla ignegnarsi o ingegnere?),
ignegnare = essersi propensi a dire gne gne gne ?

N.
Nicola de Angeli
2004-04-05 14:15:57 UTC
On Mon, 05 Apr 2004 13:03:39 GMT, Enrico Battocchi
Post by Enrico Battocchi
Post by Nicola de Angeli
In gruppo
stanno tutte le forme che hanno desinenza con la "i" nei verbi in
"-gnare": "sognare", "impegnare" e tanti altri. Allora, senza badare
alla presenza di "gn" dovremo scrivere: "noi ci impegniamo", "che voi
insegniate".»
Ecco, visto che ha citato una regola che non ha niente a che vedere con il
problema della permanenza della "i", deve creare una fantomatica
eccezione.
A parte "compagnia" e le coniugazioni che abbiamo visto, in quali
altri casi hai mai letto "-gnia"?

Ciao
Nicola

--

"To my daughter Leonora, without whose never failing sympathy
and encouragement this book would have been completed in half the time."
P. G. Wodehouse
Enrico Battocchi
2004-04-05 15:03:59 UTC
Post by Nicola de Angeli
A parte "compagnia" e le coniugazioni che abbiamo visto, in quali
altri casi hai mai letto "-gnia"?
Non si parlava di esistenza di casi, si parlava di comparsa, scomparsa o
mantenimento della "i".

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